Un’economia in moderata ma costante accelerazione. È questo il quadro delineato dalle ultime stime Istat sul Prodotto Interno Lordo (PIL) (link al documento pdf) relative al secondo trimestre del 2026. Rispetto ai primi tre mesi dell’anno, l’economia ha registrato una crescita congiunturale dello 0,2%, un dato che si traduce in una progressione su base annua, o tendenziale, pari all’1%. A spingere la ripresa è stato principalmente il settore dei servizi, che ha compensato le difficoltà registrate nell’agricoltura e nell’industria, entrambi in flessione. Se si osserva l'andamento dal lato della domanda, la spinta decisiva è arrivata dai consumi e dagli investimenti interni, compresa la variazione delle scorte, mentre la componente estera netta ha fornito un contributo negativo, risentendo del rallentamento degli scambi con l'estero. L'analisi dei dati va contestualizzata anche alla luce del calendario lavorativo. Il periodo tra aprile e giugno ha contato lo stesso numero di giorni lavorativi rispetto al trimestre precedente, ma una giornata in più nei confronti dello stesso periodo del 2025. Guardando al dato complessivo, la crescita già acquisita per l'intero 2026 si attesta allo 0,8%, all'interno di un anno solare che conterà complessivamente tre giornate lavorative in più rispetto al 2025.
PRODOTTO INTERNO LORDO, INDICI CONCATENATI
I trimestre 2014 – II trimestre 2026, indici destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario (anno di riferimento 2020)

Confcommercio: "L'economia italiana è in buona salute"
Secondo il direttore dell'Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, "la stima preliminare del PIL nel secondo trimestre conferma, seppure con una variazione più contenuta rispetto alla nostra prima valutazione, che l’economia italiana è in buona salute. Il dato si inserisce in un contesto europeo che nel secondo trimestre ha mostrato, sia nell’eurozona sia nel complesso della UE, segnali di innegabile vitalità". "Il miglioramento - ha detto Bella - coinvolge anche i principali Paesi: Francia e Germania scontano una variazione congiunturale dello 0,2% e la Spagna conferma,
con il +0,7%, di essere tra i paesi più dinamici. Per l’Italia, come emergeva già dai dati in alta frequenza, il sostegno alla crescita continua a derivare dalla domanda interna e dai servizi che ancora non sembrano essere stati colpiti dalla ripresa dell’inflazione".