A volte le idee migliori nascono da una semplice domanda. È quello che è successo a Federico Zappini ed Elisa Vettori che, otto anni fa, hanno deciso di capire se a Trento ci fosse spazio per una nuova libreria. Oggi quella domanda è diventata Libreria due punti, una realtà indipendente nel quartiere di San Martino a Trento che ha saputo costruire negli anni una comunità di lettori, lettrici e appassionati di cultura.
La storia inizia all'interno di un coworking, dove Federico ed Elisa si incontrano e iniziano a confrontarsi su una passione comune per i libri e per il mondo editoriale.
«Ho fatto un questionario rivolto alle circa cento persone che lavoravano nel coworking, chiedendo se secondo loro ci fosse spazio a Trento per una nuova libreria. Ho provato a descrivere quella che immaginavo, una libreria con molte presentazioni, orientata verso le case editrici indipendenti e capace di proporre un'offerta diversa».
Tra le risposte ricevute ce n'era una destinata a cambiare il futuro del progetto.
«Elisa mi scrisse che aveva sempre immaginato di aprire una libreria dopo la pensione. Quel questionario le fece capire che forse non era necessario aspettare e che quella passione poteva diventare un lavoro».
Le risposte raccolte confermarono l'intuizione iniziale. Molte persone ritenevano che una libreria di quel tipo potesse trovare spazio in città e diversi suggerirono persino di guardare oltre il centro storico, scegliendo un quartiere dove sviluppare un nuovo presidio culturale.
Nell'estate del 2018 Federico ed Elisa iniziarono così a lavorare concretamente al progetto.
«La passione per i libri era il punto di partenza, ma sapevamo che una libreria è prima di tutto un'impresa. Abbiamo lavorato a un business plan cercando di capire come costruire un'attività sostenibile. Non bastava amare i libri, bisognava anche trovare una comunità di persone disposte a entrare in libreria, a lasciarsi consigliare e a scegliere di acquistare da noi».
Fin dall'inizio la Libreria due punti ha scelto di distinguersi attraverso una precisa identità editoriale. Una scelta che trova la sua espressione nell'aggettivo "indipendente", che per Federico non rappresenta un'etichetta, ma una vera e propria filosofia di lavoro.
«Essere una libreria indipendente significa fare delle scelte. Gran parte degli scaffali è dedicata alle case editrici indipendenti italiane, che apprezziamo per il loro lavoro di ricerca e per la capacità di portare all'attenzione autori, autrici e temi che spesso rimangono ai margini del mercato editoriale più mainstream».
Una selezione che richiede competenza e attenzione in un settore caratterizzato da un'offerta enorme.
«Ogni anno in Italia vengono pubblicati circa 60 mila nuovi titoli. In una libreria di settanta metri quadrati è impossibile ospitarli tutti. Il nostro lavoro consiste proprio nel selezionare, scegliere e proporre ai lettori libri che riteniamo particolarmente interessanti, creando un'offerta coerente con la nostra idea di libreria».
Accanto alla passione per i libri e alla cura della proposta culturale, c'è poi tutta la dimensione imprenditoriale che accompagna la gestione quotidiana di un'attività commerciale. È proprio in questa fase che Federico ed Elisa hanno scelto di affidarsi a Confcommercio.
«Quando abbiamo aperto la libreria ci siamo subito chiesti a chi potessimo rivolgerci per essere accompagnati. Aprire un'impresa comporta molti adempimenti e non è affatto semplice come spesso si pensa. Per noi è stato naturale rivolgerci a Confcommercio Trentino come associazione di riferimento».
Una scelta che nasce anche da una precisa consapevolezza del proprio ruolo.
«Ci sentiamo commercianti a tutti gli effetti. A volte il libraio viene visto come una figura romantica che si occupa soltanto di cultura, ma la realtà è che ogni giorno dobbiamo far funzionare un'impresa. Per questo avere a disposizione servizi, consulenze e supporto è fondamentale».
Per Federico, però, il valore dell'associazione non si limita agli aspetti tecnici.
«Essere socio di Confcommercio Trentino significa anche sentirsi parte di una comunità. Il commercio sta attraversando una fase di grande cambiamento e spesso chi gestisce un'attività rischia di sentirsi solo. Far parte di un'associazione permette invece di confrontarsi, condividere bisogni e affrontare insieme le sfide che il futuro ci pone davanti».
La storia della Libreria due punti racconta come un progetto nato da una semplice domanda possa trasformarsi in un punto di riferimento per un quartiere e per una comunità di lettori. Una realtà che ogni giorno dimostra come cultura e impresa possano crescere insieme, creando relazioni, occasioni di incontro e valore per il territorio.
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