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Sicurezza nei pubblici esercizi: la presidente Fabia Roman chiede interventi immediati e tolleranza zero

01/04/2026 da Ufficio stampa

TRENTO. In relazione ai gravi fatti avvenuti nei giorni scorsi presso il Liber Cafè, la presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino, Fabia Roman, esprime la più ferma solidarietà al gestore e ai lavoratori coinvolti, ribadendo con forza una posizione che non è più rinviabile. «Gli esercenti sono oggi il primo presidio sociale nei territori. Accolgono, gestiscono, mediano. Ma non possono e non devono diventare bersagli. Non è accettabile che chi lavora venga esposto a episodi di violenza che mettono a rischio l’incolumità personale propria e dei clienti».

Roman sottolinea come il settore stia vivendo una pressione crescente, spesso silenziosa ma costante, che rischia di compromettere non solo l’attività economica, ma la stessa tenuta del tessuto urbano. «Non si tratta di episodi isolati. Si tratta di un clima che sta cambiando. E quando il clima cambia, servono risposte sistemiche. Servono più controlli, una presenza visibile delle forze dell’ordine, che comunque ringraziamo per il lavoro quotidiano, strumenti concreti di prevenzione e un coordinamento forte tra istituzioni e operatori».

La presidente richiama con decisione la necessità di un cambio di passo. «È il momento del pugno duro. Senza ambiguità. Chi sbaglia deve essere fermato, identificato e sanzionato con tempestività. Non possiamo permetterci zone grigie o atteggiamenti indulgenti: la sicurezza è una condizione minima, non negoziabile».

Roman evidenzia inoltre il rischio di un progressivo arretramento degli operatori economici nei contesti più fragili. «Se chi lavora si sente solo, si ritira. E quando si ritira un esercente, si spegne un presidio di legalità. Questo non possiamo permetterlo. Difendere i pubblici esercizi significa difendere la vivibilità delle nostre città.

Ci sono zone di Trento che sono in balia di delinquenza e criminalità: non possiamo più tollerarlo. Gli associati ci chiedono con forza aiuto e sostegno in questa battaglia: non è normale dover lavorare ogni giorno con il terrore che qualcuno possa entrare e mettere in pericolo gestori, collaboratori e clienti. In questa situazione anche la sostenibilità economica viene meno, perché i clienti si tengono alla larga da zone a rischio».