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Anche a novembre prosegue la frenata dei prezzi

I dati definitivi Istat indicano una crescita dell’1,1% su base annua, mentre rispetto al mese precedente c’è una diminuzione dello 0,2%. Confcommercio: "Possibili effetti positivi sulla fiducia delle famiglie e sui consumi"

19/12/2025

La “frenata” del mese precedente prosegue anche a novembre per i prezzi a consumo: le stime definitive dell’Istat (link ai dati completi in pdf) indicano un calo mensile dello 0,2% e un aumento dell'1,1% su base annua (il medesimo di ottobre).

Rispetto allo stesso mese dello scorso anno rallentano i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2% a +0,9%), degli Alimentari non lavorati (da +1,9% a +1,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,3% a +3%). Più marcato il calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -0,5% a -3,2%) e dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -0,3% a -0,8%, mentre accelerano i prezzi degli Alimentari lavorati (da +2,5% a +2,7%) e si riduce la flessione di quelli dei Beni durevoli (da -0,8% a -0,1%) e degli Energetici non regolamentati (da -4,9% a -4,3%).

I prezzi dei beni calano da +0,2% a +0,1%, come quelli dei servizi  che scendono da +2,6% a +2,3%. Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si riduce a +2 punti percentuali (dai +2,4 del mese precedente).

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano (da +2,1% a +1,5%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto scendono leggermente (da +2,1% a +2%).

 

inflazione nov 2025

In confronto al mese precedente diminuiscono i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e quelli dei Servizi relativi ai trasporti (rispettivamente -1,6% e -1,3%), mentre aumentano i prezzi degli Alimentari non lavorati (+0,7%), degli Energetici non regolamentati (+0,7%) e quelli degli Alimentari lavorati (+0,4%).

La ’“inflazione di fondo”, ovvero quella al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici calano entrambe da +1,9% a +1,7%.

L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,5% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo cala dello -0,2% su base mensile e cresce dell’1,1% su base annua (da +1,3% del mese precedente).

Confcommercio: "Possibili effetti positivi sulla fiducia delle famiglie e quindi sui consumi"

Commentando i dati definitivi dell'Istat, il direttore dell'Ufficio Studi Mariano Bella, ha sottolineato che "al di là della marginale revisione al ribasso dell’inflazione di novembre ci sono altri importanti segnali che provengono dai dati definitivi. Rispetto alle stime preliminari risalta la sensibile revisione al ribasso della dinamica dei prezzi degli alimentari, da +0,5% congiunturale della prima stima a +0,1% del dato definitivo, a confermare come i prezzi di questi prodotti siano sostanzialmente fermi da agosto. Questa revisione ha impattato sul “carrello della spesa” i cui prezzi sono stazionari rispetto a ottobre, con un tendenziale ridottosi all’1,5% dall’1,9% della prima stima. Per apprezzarne il rallentamento è sufficiente ricordare che ad agosto il tendenziale si collocava al 3,4%".
"A completare le buone notizie sul versante dei prezzi - ha aggiunto Bella -  c’è l’ulteriore
ridimensionamento, su base mensile, dell’inflazione di fondo, anch’essa rivista al ribasso, a conferma dell’assenza di tensioni sistemiche attuali e, presumibilmente, anche prospettiche. Nel complesso, il quadro odierno della variazione dei prezzi al consumo potrebbe avere effetti positivi sulla fiducia delle famiglie e contribuire a sostenere i consumi, a partire da dicembre e dal Natale in particolare".



Fonte: Confcommercio