La Camera ha dato il primo via libera il 31 marzo scorso al decreto Bollette, che ora passa al Senato. Le misure - varate dal governo prima dello scoppio della guerra in Iran - stanziano 5 miliardi di euro per ridurre le bollette delle famiglie più in difficoltà, con 115 euro per chi ha Isee fino a 10mila euro, e per le imprese. Il provvedimento va convertito in legge entro il 21 aprile.
Ecco i principali interventi:
- AIUTI PER I CONSUMATORI. Le 2 milioni e 640mila famiglie economicamente vulnerabili che già ricevono il bonus sociale elettrico, ottengono anche un contributo straordinario di 115 euro nel 2026, per un totale di 315 euro. Gli aiuti per questi nuclei sono estesi anche al teleriscaldamento. Per le altre famiglie con Isee fino a 25mila euro c'è la possibilità di averecontributi volontari a carico dei venditori.
- CARBONE PIÙ A LUNGO. Viene prorogata al 2038 la dismissione delle centrali a carbone che avrebbero dovuto essere chiuse entro il 2025 (a eccezione di quelle della Sardegna) secondo il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima.
- FRENO AL TELEMARKETING. Scatta il divieto di chiamate e messaggi commerciali indesiderati su energia e gas. I contatti telefonici dovranno inoltre essere effettuati da un numero che identifichi univocamente il professionista.
- I RISPARMI PER LE IMPRESE. Tagli degli incentivi per gli impianti fotovoltaici e di quelli per biogas e biomasse serviranno a ridurre le bollette per le utenze non domestiche. Inoltre il gas stoccato nella crisi energetica del 2022 sarà rivenduto sul mercato per abbassare i prezzi delle bollette per le industrie energivore. E a ridurre i costi per le aziende contribuirà anche un aumento dell'aliquota Irap per le aziende del comparto energetico (dal 3,9% al 5,9%) per il 2026 e 2027.
- RINNNOVABILI. Vengono promossi contratti di lungo termine per l'energia rinnovabile per le imprese e consentita l'adesione alle comunità energetiche delle persone fisiche, anche nell'ambito dei condomini.
- LE ASTE UE SUL CARBONIO. I costi per la tassazione europea delle emissioni Ets e per il trasporto vengono scorporati dal gas usato per la produzione elettrica e spostati sulle bollette dei consumatori, allo scopo di ridurre il costo dell'elettricità, che è legato a quello del gas. La misura entrerà in vigore nel 2027, ma è subordinata all'ok della Ue. Un'altra novità sugli Ets prevede che i proventi del sistema siano destinati anche al trasporto merci.
- AUTORIZZAZIONI PIU' VELOCI. Viene sbloccata la presentazione a Terna di domande di nuovi impianti di rinnovabili, eliminando la cosiddetta "saturazione virtuale della rete". E arrivano procedure autorizzative più veloci per i centri dati.
Audizione Confcommercio alla Camera
“Il decreto ‘Bollette’ va nella direzione giusta: mette mano agli oneri di sistema e prova a riformare i meccanismi che tengono alti i prezzi dell’energia. È un passo avanti importante, anche se il vero salto di qualità sarà trasformare queste misure in strumenti stabili e strutturali, capaci di dare alle imprese energia a costi competitivi nel tempo”: lo ha detto Giovanni Acampora, membro di giunta di Confcommercio con delega alla transizione ecologica, nel corso dell’audizione del 2 marzo scorso in Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati,
Per Confcommercio il punto centrale resta la componente Asos (la componente della spesa per oneri di sistema, ndr), che pesa per oltre il 20% sulla bolletta elettrica delle imprese. “Gli articoli 2 e 3 – ha sottolineato Acampora - intervengono finalmente su questa voce e lo fanno estendendo i benefici a tutte le imprese, senza distinzioni dimensionali. L’intervento, tuttavia, non è ancora risolutivo e nel 2026 la riduzione attesa delle bollette per le imprese del terziario non dovrebbe andare oltre il 2%, sommando i benefici delle due misure".
Per questo Confcommercio propone di utilizzare una parte dei proventi delle aste Co2 – che nel 2025 hanno generato circa 2,9 miliardi di euro – per ridurre ulteriormente la quota residua della Asos. “In questo modo – ha concluso Acampora - si potrebbe arrivare già nel 2026 a un taglio delle bollette fino al 15% per il terziario. Sarebbe un intervento forte, immediato e strutturale”.
Confcommercio: "passo concreto verso una maggiore equità del sistema"
Confcommercio valuta positivamente il fatto che si intervenga "anche sulla revisione degli oneri legati agli incentivi alle fonti rinnovabili con una impostazione che tiene conto dell’intero sistema produttivo, senza distinzioni dimensionali né di potenza impegnata. La scelta di includere tutte le categorie di impresa rafforza l’equità complessiva del provvedimento e risponde a un'esigenza di coerenza del quadro tariffario". Secondo la Confederazione, "l’impianto del decreto rappresenta un primo passo nel percorso di stabilizzazione e rafforzamento del mercato energetico nazionale. Le misure adottate sono orientate alla riduzione della volatilità dei prezzi e a un contenimento progressivo dei costi in bolletta, contribuendo a rendere più prevedibile il sistema energetico per le attività economiche".
"Resta centrale - conclude Confcommercio - l’obiettivo di consolidare interventi strutturali sugli oneri di sistema, che continuano a incidere in misura significativa – oltre il 20% – sulla bolletta elettrica delle imprese. In questa prospettiva, il successivo confronto parlamentare potrà rappresentare un’occasione per rafforzare ulteriormente l’efficacia delle misure previste e consolidare nel tempo i benefici per il sistema produttivo".
AssoCall: “con la fiducia il Governo blinda una norma sbagliata”
AssoCall-Confcommercio esprime forte preoccupazione per la decisione del Governo di porre la fiducia, visto che ne testo resta una norma che vieta le sollecitazioni commerciali telefoniche per i contratti di energia e gas e prevede la nullità dei contratti conclusi in violazione. L’Associazione sottolinea di non aver “mai difeso il telemarketing illegale, i consensi fasulli, le attivazioni non richieste o le filiere opache”. Ma proprio per questo giudica “sbagliato colpire in modo indiscriminato il canale telefonico e mettere sullo stesso piano chi lavora alla luce del sole e chi si nasconde dietro numeri falsi, camuffati o non richiamabili”. La questione è semplice: il problema non è il telefono, ma chi lo usa per truffare. “Se si vuole davvero tutelare il consumatore, il chiamante deve essere sempre rintracciabile. Chi chiama deve essere autentico, riconoscibile, verificabile e sempre richiamabile. Le reti devono bloccare i numeri falsi e quelli dietro cui non c’è nessuno”: è questa la strada concreta che AssoCall ha già indicato nelle proprie proposte all’Autorità.
“Se il problema sono le truffe, si colpiscano i truffatori. Se il problema sono i numeri falsi, si blocchino i numeri falsi. Ma se si sceglie di colpire in blocco il canale telefonico, si finisce per danneggiare le imprese che ci mettono nome, numero e responsabilità, lasciando margini proprio a chi continua a nascondersi”, dichiara il presidente Leonardo Papagni.
“Basta lacci e lacciuoli. La tutela vera del consumatore passa da una regola semplice: chi chiama deve essere autentico, rintracciabile e controllabile. Tutto il resto produce solo confusione, penalizza le imprese regolari e mette a rischio un intero settore”, aggiunge.
Per AssoCall, la scelta di blindare il testo con la fiducia “rende ancora più urgente una correzione immediata. Il Governo non rinvii il problema: intervenga subito con un provvedimento ad hoc per correggere una norma che, così com’è, non fermerà gli abusivi e rischia di aggravare una fase già molto delicata per il comparto, colpito da anni dalla concorrenza sleale degli irregolari e oggi esposto anche alla forte pressione della trasformazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. Penalizzare ora la filiera legale dei contact center significa sommare un errore normativo a una transizione già complessa, con ricadute concrete su imprese, lavoro e investimenti”.
L’Associazione rinnova quindi la richiesta di “un confronto immediato con la filiera legale dei contact center, per costruire regole semplici, efficaci e davvero utili ai consumatori: meno divieti di facciata, più tracciabilità, più controlli, più responsabilità”.