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Confcommercio Trentino accompagna gli associati verso un uso consapevole e strategico degli strumenti digitali

L’intelligenza artificiale entra nelle imprese: non più futuro, ma metodo

Per le piccole e medie imprese del terziario, il 2026 è l’anno delle scelte: governare l’IA o subirla

09/01/2026 da Ufficio stampa

Gennaio è, per tradizione, il mese dei conti e dei bilanci: il momento in cui si tirano le somme, si valutano i risultati e si prendono decisioni che pesano più di quanto appaia. È anche il tempo in cui le imprese lasciano da parte i racconti e affrontano il lavoro vero, fatto di margini, clienti e organizzazione.

In questo contesto, c’è un tema che nel 2026 non appartiene più al futuro ma al presente: l’intelligenza artificiale come leva di efficienza e competitività per le piccole e medie imprese del terziario.

Non si tratta di tecnologie lontane o di strumenti complessi: sono soluzioni già disponibili, accessibili e sempre più diffuse, che stanno trasformando il modo di lavorare di negozi, ristoranti, studi professionali, agenzie e attività turistiche. L’intelligenza artificiale è, prima di tutto, un metodo di lavoro.

Il primo equivoco da superare è pensare che l’IA serva solo alla comunicazione o al marketing. È vero che può supportare la scrittura di testi, post e newsletter, ma il suo valore reale è più profondo: organizzare il tempo, ridurre gli errori, supportare le decisioni strategiche.
Un esempio concreto è l’analisi automatica delle vendite per fascia oraria o per tipologia di cliente, utile per ottimizzare turni, acquisti e promozioni. O ancora, la gestione automatizzata di email e richieste ripetitive, che permette di recuperare ore preziose ogni settimana.

Il secondo equivoco riguarda le competenze. Oggi non servono conoscenze informatiche avanzate: i nuovi strumenti dialogano in linguaggio naturale, permettendo un utilizzo immediato. La vera competenza necessaria è quella strategica: sapere cosa chiedere, cosa delegare e cosa tenere sotto controllo. L’intelligenza artificiale non sostituisce l’imprenditore: lo invita a esserlo fino in fondo.

Un ambito spesso trascurato ma di grande valore è la gestione della memoria aziendale. Documenti, contratti, listini, normative e procedure rappresentano un capitale informativo che troppe imprese lasciano disperso. Oggi è possibile creare archivi digitali intelligenti che rispondono alle domande interne, facilitano la formazione e riducono la dipendenza da singole persone chiave. È organizzazione, non fantascienza.

Naturalmente, non mancano i rischi. Il primo è l’uso superficiale, che porta a copiare contenuti senza verifica o ad automatizzare processi senza controllo. Il secondo, opposto, è il rifiuto totale per timore del cambiamento. La strada corretta sta nel mezzo: sperimentare con metodo, con obiettivi chiari e risultati misurabili.

Per il tessuto imprenditoriale trentino – fatto di aziende radicate, dinamiche e attente alla qualità – l’intelligenza artificiale può diventare un alleato prezioso se usata con criterio: non per snaturare il rapporto con il cliente, ma per rafforzarlo.

Il 2026 non sarà l’anno in cui l’IA “arriva” nelle imprese, ma quello in cui si decide chi saprà governarla e chi, invece, la subirà. Confcommercio Trentino continuerà a essere al fianco delle imprese per accompagnarle in questo percorso di crescita e innovazione, promuovendo consapevolezza e competenze concrete.

Innovare, in fondo, non significa inseguire la moda tecnologica del momento, ma scegliere oggi ciò che renderà il lavoro di domani più solido, sostenibile e meno faticoso.