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Buoni pasto: un bando che penalizza servizio e qualità

Gli esercenti: «La decadenza della prima aggiudicataria del bando dimostra che le condizioni individuate dal bando sono insostenibili per il settore»

31/07/2019

 

TRENTO. La notizia dell’avvio del procedimento di decadenza dell’aggiudicazione della gara per la fornitura del servizio di buoni pasto per i dipendenti provinciali conferma – secondo i vertici di Confcommercio Trentino e Confesercenti del Trentino – le perplessità sui criteri che hanno portato alla stesura del bando: il risparmio viene scaricato sugli esercenti che, stretti tra margini già molto ridotti, preferiscono rinunciare all’opportunità. «Bando sbagliato: non cambierà nulla nemmeno con la nuova aggiudicataria perché il ribasso è troppo penalizzante per le imprese».

«La notizia delle difficoltà dell’azienda vincitrice dalla gara – spiega Marco Fontanari, presidente dell’Associazione ristoratori del Trentino – non è una sorpresa: abbiamo fin da subito denunciato al presidente Fugatti il rischio che questo bando scaricasse sugli esercenti il ribasso presentato dalle aziende partecipanti. Com’era prevedibile, i colleghi hanno preferito non accettare condizioni che riducessero ulteriormente i margini già esigui, a scapito della qualità del servizio e dell’offerta. E, in questi tempi, nessuna rinuncia viene fatta a cuor leggero, segno che la proposta era davvero irricevibile».

«Il principio del massimo ribasso – gli fa eco Giorgio Buratti presidente dell’Associazione pubblici esercizi del Trentino – è un sistema che tendenzialmente colpisce l’anello più debole della catena del servizio: in questo caso, a farne le spese sono i pubblici esercizi che vedono ulteriormente erosi i propri margini. Ad essere iniquo è il meccanismo previsto dal bando quindi è ipotizzabile che anche per l’impresa che verrà individuata dalla Giunta provinciale come sostituta la situazione sia analoga, con gli esercenti che preferiscono rinunciare ai buoni pasto piuttosto che lavorare in perdita».

«Già ad inizio giugno – dichiara Massimiliano Peterlana di Confersercenti – avevamo denunciato i possibili scenari che si sono puntualmente avverati: esercizi pubblici che non accettano più i buoni pasto a causa delle commissioni troppo elevate e un peggioramento del servizio, a danno dei consumatori. Vorrei sottolineare che il bando precedente prevedeva una commissione dello 0%, mentre con il nuovo sistema per gli esercenti ci sarà un costo ulteriore non inferiore al 10%: infatti, anche l’azienda che dovrebbe subentrare all’aggiudicataria ha previsto un ribasso del 10,01% che andrà a ripercuotersi sugli esercenti».

 

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