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Tarolli: «Percorsi studiati sulle esigenze delle imprese. Occupabilità degli studenti tra l’80 e il 90%»

Unione e UPT, un’alleanza tra scuola e lavoro

Fontanari: «Scuole professionali essenziali per la nostra economia. Gli studenti sono veri e propri vettori di innovazione per le nostre imprese»

30/11/2018 da Comunicazione

TRENTO. Il rapporto del futuro tra scuola e impresa non sarà di collaborazione ma di integrazione. Stamattina Confcommercio Trentino e Università Popolare Trentina hanno illustrato le direttrici e gli obiettivi della loro alleanza, tracciando le linee di riferimento proprio di questa integrazione tra mondo della formazione e mondo economico.

Orientamento, apprendistato, alternanza, piani formativi, tirocini curriculari sono alcuni dei temi attorno i quali si articola l’accordo tra Confcommercio Trentino e UPT Università Popolare Trentina finalizzato a migliorare le sinergie tra scuola e impresa. Alla conferenza stampa svoltasi nella sede di Confcommercio Trentino hanno partecipato Giovanni Bort, presidente di Confcommercio Trentino, Ivo Tarolli, presidente UPT, Marco Fontanari, vicepresidente Confcommercio Trentino e Maurizio Cadonna, direttore UPT.

«Dobbiamo dare atto – ha introdotto i lavori Marco Fontanari, vicepresidente di Confcommercio Trentino e di CFP-Upt – al presidente Ivo Tarolli di aver avuto un’intuizione molto felice quando anni or sono ci propose di collaborare con il mondo della formazione. Fu una proposta che accettammo subito e sulla quale investimmo subito, con una nuova visione ed una ferma volontà operativa. L’importanza di questa sinergia la sperimento ogni giorno grazie alla mia delega alla formazione, che vivo con particolare entusiasmo e convinzione. Ci tengo prima di tutto a sottolineare che i ragazzi che scelgono un percorso di tipo professionale non devono in nessun modo considerare il proprio percorso di serie B ma di serie A, con la A maiuscola».

«L’innovazione in azienda – ha proseguito Fontanari – non arriva solo con la tecnologia o altri strumenti ma anche grazie alle nuove conoscenze dei ragazzi e alle loro nuove competenze. Soprattutto per le aziende come quelle che compongono il nostro settore – spesso di piccole dimensioni e dove non c’è spazio per apposite divisioni dedicate all’innovazione – le nuove conoscenze portate dai ragazzi che provengono da un percorso professionale di qualità sono essenziali. I giovani, se ben istruiti e ben inseriti nella realtà aziendale, possono essere straordinari vettori di innovazione e attori di processi di ammodernamento e sviluppo aziendale».

«Confcommercio si sta facendo promotrice di un giusto rapporto tra scuola e lavoro, non solo cercando di dare indicazioni sulle necessità e sulle linee di indirizzo strategico all’interno delle nostre aziende, ma facendosi anche garante di un adeguato accompagnamento nel momento in cui uno studente deve affrontare il tempo scolastico alternato con periodi di tirocinio, stage o alternanza all’interno dell’azienda. Spesso sentiamo critiche rivolte alle aziende che non sanno utilizzare questi momenti formativi all’interno dell’impresa. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della Conoscenza della Provincia Autonoma di Trento e con gli istituti di formazione, abbiamo messo in piedi un percorso di informazione sul territorio per spiegare ai nostri associati, agli imprenditori quindi, che cosa sono i tirocini, gli stage, eccetera, ma soprattutto spingendoli ad essere formatori per i ragazzi. Vorremmo, infatti, costituire un database delle Aziende Formative Certificate con il quale gli istituti potranno trovare le aziende dove poter ospitare i ragazzi».

«Abbiamo trovato in Confcommercio Trentino – ha detto il presidente di CPF-Upt IvoTarolli– grazie al presidente Bort e al vice Fontanari un interlocutore davvero innovativo e da prendere ad esempio. Aver capito che una integrazione – di questo stiamo parlando, non di una semplice collaborazione – con il mondo della formazione può offrire opportunità straordinarie ai propri associati, è un fatto estremamente meritorio. L’Università popolare coinvolge circa 900 ragazzi dai 15 ai 19 anni, 3 mila tra adulti a vario titolo esclusi dal mondo del lavoro e lavoratori che hanno bisogno di formazione, 400 tra docenti, collaboratori e personale dipendente. Confcommercio Trentino è parte integrante di CFP-Upt (tanto da esprimere anche il vicepresidente vicario) ed è impegnata a far sì che la formazione erogata consenta di ottenere quelle percentuali di occupabilità altissime che noi garantiamo ai nostri studenti, cioè tra l’80 e il 90%. I nostri studenti possono scegliere tra varie opzioni, dalla scuola professionale al quarto anno, al quinto anno, fino all’Alta formazione che costituisce una laurea breve dedicata al marketing ed allo sviluppo internazionale. Si tratta di un lavoro comune assai importante, anche sull’asse degli obiettivi futuri che comprendono corsi di ricerca e innovazione e nel settore dell’internazionalizzazione aziendale».

«Abbiamo sempre ritenuto – ha spiegato il presidente Unione Giovanni Bort– che la formazione costituisca un settore essenziale per le nostre imprese. Abbiamo intrapreso questo stretto accordo con CFP-Upt proprio per far crescere i nostri imprenditori ed i loro dipendenti. L’auspicio è poter guardare, pian piano, anche al mondo del turismo, oltre a quello del commercio e dei servizi. Avere un assessorato unico in provincia rende merito a quanto sosteniamo da tempo, ovvero la stretta interrelazione tra i due settori che spesso costituiscono un solo asse portante per l’economia di molte nostre località». 

«Questa alleanza – è la conclusione del direttore CFP-Upt Maurizio Cadonna– ci consente di formare professionisti per i professionisti. Grazie al dialogo con le imprese possiamo disegnare piani formativi in linea con le richieste del mercato. Vogliamo inoltre aggiungere una preparazione culturale generale accanto a quella strettamente professionale perché oggi, sempre di più, è richiesta una serie di competenze trasversali che non si esauriscono nella semplice competenza tecnica professionale».