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Cassa integrazione: in arrivo altri fondi nazionali per chi è stato sospeso dal lavoro a causa del Coronavirus

L’assessore Spinelli: “Nessun immobilismo, i trentini tutelati anche grazie al Fondo di solidarietà bilaterale”

24/03/2020 da Comunicazione

“La tutela del reddito dei lavoratori trentini rimasti a casa in seguito alle misure di contrasto al Coronavirus assunte a livello nazionale continuerà con l’utilizzo degli strumenti provinciali cui confluiranno anche i fondi assegnati dal governo. Non c’è nessun immobilismo da parte della Giunta. L’Alto Adige in questa fase ha ricevuto più risorse per la cassa in deroga perché lì il fondo provinciale non tutela i lavoratori delle imprese con meno di 6 dipendenti. Il Trentino però, come abbiamo stabilito in diversi colloqui avuti in questi giorni con il Ministero e i vertici dell’Inps, riceverà più risorse dallo Stato nelle prossime assegnazioni anche a valere sull’articolo 19 del decreto Cura Italia”: questa la precisazione dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, in merito ad una questione che tocca naturalmente migliaia di lavoratori, e che è stata oggetto anche di una recente presa di posizione da parte dei sindacati. "Preme comunque sottolineare - prosegue Spinelli - che tutti i lavoratori del Trentino godono della copertura degli strumenti di cassa integrazione”.

Vediamo di riepilogare in sintesi i termini del problema. Il decreto nazionale cosiddetto Cura italia interessa sia la cassa integrazione ordinaria (art.19) sia la cassa in deroga (art.22). Attualmente lo Stato sta distribuendo i fondi relativi alla cassa in deroga, che viene estesa, nell’intero territorio nazionale, ai dipendenti, di tutti (o quasi) i settori produttivi. L’art. 22 precisa però che la cassa spetta ai lavoratori che non sono “coperti” da altri fondi, regionali, provinciali o settoriali. La differenza fra quanto assegnato al Trentino e all’Alto Adige deriva dal fatto che in provincia di Bolzano il fondo provinciale non interviene a sostegno delle aziende sotto ai 6 dipendenti, a differenza del Fondo bilaterale attivo in Trentino. Il Ministero e l’Inps, più volte interpellati dalla Provincia in questi giorni, hanno assicurato che siccome il Trentino ha già attivato con proprie risorse maggiori tutele sul versante della cassa integrazione in deroga, quando verranno ripartiti i fondi previsti dall’art. 19 del Cura Italia, riceverà risorse aggiuntive. In ogni caso avere ricevuto meno risorse sull’art.22 non tocca in alcun modo i lavoratori trentini coperti dalla cassa in deroga, i quali continuano a ricevere quanto previsto dal Fondo di solidarietà bilaterale provinciale. 

Ad oggi il Trentino ha ricevuto 8,5 milioni di euro dallo Stato a valere sull’art. 22, che si aggiungono ai 14 già in dotazione del Fondo. Sono attesi a breve altri 2 riparti. A seguire, lo Stato procederà con l’assegnazione delle risorse concernenti, come detto, l’art. 19.
Resta alta l’attenzione da parte delle strutture provinciali e forte la richiesta nei confronti del Governo in quanto si considera il Fondo trentino destinato a coprire la gestione di situazione di crisi ordinaria, ma del tutto inadatto in termini di dotazione, a fronteggiare l’attuale crisi con chiusura generalizzata delle attività.

Fonte: Ufficio stampa Provincia Autonoma di Trento