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Comunicato stampa

I ristoranti trentini sicuri e responsabili

15/10/2020 da Comunicazione

TRENTO. L’Associazione ristoratori del Trentino interviene sulle misure previste dal Dpcm 13 ottobre: «Le limitazioni imposte ai nostri esercizi – spiega il presidente Marco Fontanari – non risolvono il problema degli assembramenti ma creano un danno economico rilevante». 

Se l’obiettivo, condiviso, è quello di arginare una seconda ondata di diffusione del virus, i modi scelti per raggiungerlo sono alquanto discutibili. Dopo gli interventi della Federazione nazionale dei pubblici esercizi FIPE, anch’essa molto critica sui provvedimenti rivolti alle imprese, l’Associazione ristoratori del Trentino fa sapere, per bocca del suo presidente Marco Fontanari, i propri dubbi sulle limitazioni imposte dal governo.

«Crediamo – spiega Fontanari – che gli assembramenti non si risolvano limitando le nostre imprese. Imprese che rispettano rigorosamente i protocolli e le regole. Non deve passare l’idea che sia rischioso andare al ristorante perché non è assolutamente vero. Siamo aperti dal 18 maggio e non ci sono stati casi di focolai o di aumento dei contagi legati ai ristoranti. I locali sono controllati e controllabili facilmente e non si trasformano in focolai dopo le 21 o mezzanotte. Siamo tutti responsabili: gli esercenti, i nostri collaboratori, i clienti».

«Condividiamo certamente gli sforzi del Governo per evitare un nuovo lockdown e per contenere la diffusione del virus, ma crediamo anche che gli ambiti dove intervenire siano altri, non certo quello dei ristoranti, già piegati da mesi di chiusura e con i fatturati in calo vertiginoso. Come Associazione, seguita convintamente da tutti gli associati, abbiamo collaborato per la stesura dei protocolli, ci siamo attivati affinché venissero rispettati e seguiti con rigore. Oggi però questa nuova limitazione ci rende particolarmente scettici e crediamo che non solo non sia efficace ma addirittura costituisca un ulteriore danno all’intera categoria».

«Ci aspettiamo – conclude Fontanari – che oltre a queste limitazioni il governo preveda anche ulteriori misure a sostegno della nostra categoria. Questi dpcm, calati dall’alto e che entrano immediatamente in vigore, tengono in poca considerazione le aziende e la loro organizzazione. Ci auguriamo, inoltre, che la stessa velocità con cui diventano operativi blocchi e limitazioni possa essere applicata anche agli strumenti che devono sostenere le imprese».