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Confcommercio

L'usura cresce all'ombra del covid

Ottava edizione della giornata della legalità di Confcommercio. Per un imprenditore su quattro nell'ultimo anno il fenomeno è peggiorato

20/04/2021 da Ufficio stampa

Ottava edizione della giornata della legalità di Confcommercio. Per un imprenditore su quattro nell'ultimo anno il fenomeno è peggiorato.  Quarantamila imprese a rischio chiusura. Sangalli: "Bisogna riaccendere la speranza delle imprese".  Il ministro Lamorgese: "Lo Stato è presente nella lotta contro l'usura". 

20 aprile 2021

L’impatto del Covid sull’economia e sulle imprese è stato devastante. I numeri sono impietosi e certificano una situazione disperata per centinaia di migliaia di lavoratori e imprese. Confcommercio nel corso di quest’anno ha fotografato più volte lo scenario “apocalittico” che si è venuto a creare, chiedendo a gran voce sostegni e ristori più adeguati per il settore dei servizi, (commercio, turismo, ristorazione, trasporti), che più di ogni altro ha pagato dazio all’emergenza coronavirus. Sono circa 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi che rischiano di chiudere i battenti in modo definitivo.  Tra le cause principali ci sono certamente la perdita quasi totale di fatturato e la conseguente crisi di liquidità a cui poi si devono aggiungere le complicanze burocratiche che già in tempi normali affossano l’attività economica ma che in una situazione così eccezionale hanno dato il colpo di grazia. Quindi uno scenario desolante al quale purtroppo bisogna aggiungere un altro elemento, anch’esso purtroppo storicamente presente nella vita di chi fa impresa, ma che nell’ultimo anno è emerso con ancora più forza: l’usura. E proprio al fenomeno dell’usura e al suo impatto sulle imprese del commercio e dei servizi, è stata dedicata l’ottava edizione di “Legalità, ci piace!”, la giornata nazionale di Confcommercio dedicata alla legalità alla quale ha partecipato, oltre al presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli e il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese

 

Sangalli: "Insieme contro l'usura per riaccendere la speranza di imprese e imprenditori"

Nel suo intervento, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha ribadito il significato dell’edizione 2021 della giornata della legalità, che pur in una versione forzatamente “digitale” continua ad avere come punto di riferimento “il tenere alta la guardia sul tema della sicurezza e della legalità. Perché legalità e sicurezza sono una precondizione di normalità”. Sangalli che ha ringraziato il ministro Lamorgese per la sua presenza “fisica”, ha ribadito l’impegno di Confcommercio sulle riaperture: “Normalità significa – ha detto il presidente - innanzitutto poter lavorare, poter riaprire. Questo stiamo chiedendo al Governo e alle Istituzioni, con proposte puntuali nelle misure di sostegno e di messa in sicurezza, con un lavoro assiduo sui provvedimenti governativi e in Parlamento”.  “Lo abbiamo chiesto anche nelle piazze, in tante piazze d’Italia – ha continuato il presidente - fino alla manifestazione di qualche giorno fa della Fipe, dimostrando come una rappresentanza d’impresa responsabile si muove nel perimetro della legalità e della civiltà, dando voce al tempo stesso alla disperazione delle imprese”. Ci sembra oggi che la decisione del Governo vada in questa direzione sulle aperture, a partire dal metodo, quello cioè della programmazione, con un calendario definito”. 

Giornata della Legalità: il presidente Sangalli nel corso del suo intervento

 

Per quanto riguarda il merito, Sangalli ha ricordato che “le aperture per le sole attività all’aperto rischiano di penalizzare almeno la metà delle imprese che non possono usufruire di questa possibilità. E va detto che è anche una doppia penalizzazione per le imprese dei pubblici esercizi della montagna, considerate le stesse condizioni climatiche”. “Confcommercio – ha detto Sangalli - chiede a questo proposito due ulteriori accorgimenti: da una parte, favorire una sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni locali nel permettere di utilizzare nuovi spazi pubblici, così da assicurare maggiore vivibilità delle nostre città e territori; dall’altra parte, sarebbe importante anticipare prima possibile le aperture anche all’interno, con distanziamento e protocolli di sicurezza”. Il presidente ha quindi affrontato il tema principale della giornata, quello dell’usura “che nei momenti di crisi diventa una vera e propria piaga sociale. Basta guardarsi intorno per capirne le ragioni". "Nel 2020, le imprese del commercio, alloggio e ristorazione hanno subito una drammatica riduzione del volume di affari e oltre un terzo si è trovato stretto in un combinato disposto pericolosissimo, cioè la mancanza di liquidità combinata con una difficoltà sostanziale di accesso al credito. Ed è per questo che, senza sosta, in questi mesi abbiamo chiesto non solo indennizzi adeguati e tempestivi, ma anche moratorie fiscali e creditizie ampie ed inclusive, la sospensione e la rateizzazione degli impegni fiscali e possibilità più ampie di accesso al credito”. “Senza fatturato, senza liquidità, senza credito, e con i costi da pagare – ha osservato Sangalli - è facile capire quanti imprenditori rischiano, infatti, di essere facili prede per la criminalità organizzata e le pratiche di usura. Come emerge dai nostri dati, infatti, dal 2019 ad oggi la quota degli imprenditori che ritiene aggravato il fenomeno è aumentata di 14 punti percentuali. E sono ad immediato e grave rischio di usura circa 40mila imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio”.

Sangalli ha evidenziato che il Mezzogiorno paga un prezzo più alto a questo fenomeno “perché dotato di un tessuto imprenditoriale più fragile”. Il presidente di Confommercio si è poi soffermato sull’importanza della denuncia come dovere morale e giuridico pur riconoscendo che la paura di ritorsioni e, soprattutto, la percezione di essere soli spesso impedisce agli imprenditori di farsi avanti. Sangalli lancia così un appello: “A quegli imprenditori vogliamo dire, una volta ancora: non siete soli. La Confcommercio è con voi.  E la Confcommercio è con le istituzioni”.

 

Lamorgese: "Lo Stato è presente nella lotta contro l'usura"

Nel suo intervento alla giornata della legalità di Confcommercio, il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha ringraziato il presidente Sangalli per l'impegno a favore della diffusione della cultura della legalità ricordando anche la sinergia con Confcommercio nella lottà alla criminalità. "Questa - ha detto Lamorgese - è un occasione importante di riflessione su temi essenziali per rilanciare il tessuto produttivo. E anche le aperture dei prossimi giorni possono rappresentare un volano per il rilancio delle imprese". Lamorgese ha confermato che il coronavirus ha inciso sulla crescita di fenomeni come l’usura. "E’ necessario da parte di tutti - ha detto il ministro - impegnarsi per combattere questo fenomeno. La denuncia è un elemento molto importante".

Giornata della Legalità: il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese 

 

"Come ministero dell'Interno - ha aggiunto - ci stiamo impegnando sul territorio con le prefetture per raccogliere le istanze che provengono dal territorio. E’ indubbio che lo scenario in atto è di indubbi interesse per le mafie che sono capaci di adattarsi ai cambiamenti di scenario economico e intercettare le tante risorse messe in campo dal governo per sostenere l’economia". "L'usura è il tipico reato spia sintomatico della penetrazione della criminalità organizzata sul territorio che approfitta della mancanza di liquidità delle imprese". "La criminalità organizzata - ha sottolineato Lamorgese - è capace di mettere in piedi una sora di welfare alternativo per le famiglie che poi rimangono incastrate nell’ingranaggio dell’usura". Il ministro dell'interno ha poi ricordato l'impegno del governo nell'attività di contrasto e prevenzione e ha menzionato un organismo di monitoraggio creato per fotografare il fenomeno criminale.

 

Quarantamila imprese a rischio usura

Nella prima parte dell’evento, il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, ha presentato un’analisi sugli effetti dell’usura al tempo del Covid per le imprese e la percezione che le stesse imprese hanno del fenomeno. “Rispetto al 2019 – ha detto Bella - è più che raddoppiata la quota di imprenditori che ritiene aumentato il problema (27% contro il 12,7%), e sono a immediato e grave rischio usura circa quarantamila imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio”. Secondo Bella poi, ci sono le “solite” differenze territoriali: “Il Mezzogiorno purtroppo- ha osservato il direttore dell’Ufficio Studi – paga un prezzo più alto e il rischio di chiusura definitiva per le imprese è maggiore. Per fare un esempio, tra nove grandi città italiane colpite dall’usura, Napoli, Bari e Palermo sono tra quelle più a rischio”. “Per diverse ragioni – ha detto Bella - le imprese del Nord hanno patito di più la pandemia, eppure sia per una condizione strutturale di esposizione alla criminalità sia per una maggiore fragilità intrinseca dell’impresa, è il tessuto produttivo del Sud ad apparire più soggetto a shock negativi”. Bella ha poi osservato che "l’usura rimane una tipologia di reato che fatica ad essere denunciato. A frenare la propensione a denunciare - ha precisato - non è tanto la speranza di poter restituire il prestito, quanto piuttosto la paura di subire ritorsioni, la percezione di essere soli, la poca fiducia nella giustizia e la vergogna che caratterizza coloro che, in ultima istanza, si vedono costretti a rivolgersi agli usurai". Bella ha concluso la sua presentazione ricordando che le ricette essenziali per debellare la piaga dell’usura restano quelle già suggerite da tempo: “Senza misure di contrasto più incisive e una cultura della legalità più diffusa sarà davvero complicato estirpare il fenomeno dell’usura”.    

 

Percezione di sicurezza e criminalità presso gli imprenditori del terziario

Pensando alla criminalità (furti, rapine, usura, estorsione....) lei direbbe che rispetto allo scorso anno i livelli di sicurezza sono....

Fonte Ufficio Studi Confcommercio

Con riferimento alla sua attività e al settore in cui opera, come valuta l'andamento dei crimini indicati nel corso dell'ultimo anno?

%risposte aumentato201820192020

RAPINE27,025,016,0

ESTORSIONI15,015,216,0

CONTRAFFAZIONE33,034,820,0

FURTI38,029,020,3

ABUSIVISMO45,034,025,4

USURA17,012,727,0

La percezione della crescita dell'usura è peggiore nelle piccole imprese del commercio, soprattutto alberghi e pubblici esercizi (36%)

Fonte Ufficio Studi Confcommercio

 

Le difficoltà vissute dalle imprese fino a 9 addetti       

Nel corso del 2020 la sua attività ha dovuto far fronte alle seguenti situazioni? (somma risposte molto +abbastanza)

Fonte Ufficio Studi Confcommercio

 

Numero di imprese potenzialmente a rischio usura

Fonte Ufficio Studi Confcommercio

 

Usura o eventi collegati a pressioni per cedere l’azienda: nell’ultimo anno ha vissuto di persona/persona che conosce o ne ha sentito parlare direttamente da persona conosciuta

         risposte in percentuale     intervallo di confidenza

MAG-2010,07,812,2

OTT-2013,010,515,5

APR-2112,09,414,6

Fonte Ufficio Studi Confcommercio

Alcune indicazioni specifiche sulle micro imprese del commercio, della ricettività e dei pubblici esercizi in alcune città italiane

Valuterà se chiudere definitivamente la sua attività (P>60%)Ritiene aumentata la pressione della criminalità sulle impreseRitiene diffusa l'usura sul proprio territorio (molto+abbastanza) 

NAPOLI41BARI 55NAPOLI44

ROMA30NAPOLI53BARI36

BARI28FIRENZE52PALERMO30

BOLOGNA22BOLOGNA49ROMA19

PALERMO22PALERMO46MILANO17

FIRENZE17ROMA42PADOVA12

PADOVA16TORINO40FIRENZE12

TORINO13MILANO37BOLOGNA11

MILANO11PADOVA34TORINO10

Fonte Ufficio Studi Confcommercio

I motivi delle mancate denunce dell’usura

Fonte Ufficio Studio Confcommercio

 

Il sentiment degli imprenditori nei confronti della pressione della criminalità

Secondo lei, tra i soggetti indicati chi è più vicino a commercianti e imprenditori minacciati dalla criminalità? (somma % risposte =100)

Fonte Ufficio Studi Confcommercio